Squalo_e_pesce_noob

“Razza di deficienti”

23 aprile 2015 di Migliofsteel

Razza di deficienti” è il titolo di un noto racconto di Isaac Asimov che racconta di come i Terrestri vengano “depennati” dal registro galattico delle specie intelligenti a causa del proprio voler insistere con la sperimentazione atomica sul proprio pianeta.
Ora, ovviamente in questo articolo non parlerò nè di energia atomica, nè tantomeno di alieni, però un bel “Razza di deficienti” voglio dirlo anche io.
Da anni ormai mi occupo più o meno seriamente di videogiochi e, nel corso del tempo, mi sono reso conto di come il nonnismo videoludico stia rappresentando la base dello sfacelo del media negli ultimi cinque anni.

Mi spiego meglio.
Sempre più spesso mi capita di vedere persone che, se offese nel proprio orgoglio videoludico da giocatori più giovani, tendono a rispondere con frasi del tipo:” Io alla tua età giocavo a videogiochi in cui dovevi andare avanti con al massimo tre vite e senza checkpoint”, oppure “ma cosa vuoi saperne tu di xxx che quando è uscito non eri nemmeno nato”, ecc.
Non sono mai stato vittima di frasi simili -soprattutto perché a quattordici anni avevo una barba da quarantenne- però frasi simili mi danno decisamente fastidio perché, a mio parere, tendono ad allontanare i giovani videogiocatori dalla vera essenza di un medium che ormai sta scordando le proprie origini.

Vi faccio un esempio.
Tempo fa sono stato ad una fiera dell’elettronica (ora non ricordo quale) in cui era presente un piccolo banchetto a tema retrogame.
In questo stand i visitatori potevano giocare liberamente alla versione originale di Pong, Pac-Man e Space Invaders e, proprio durante una sessione di quest’ultimo gioco, ho assistito ad una scena che mi ha fatto letteralmente rabbrividire.
Un bambino – credo attorno ai dici anni- stava giocando a Space Invaders cercando di usare il joystick come se fosse una levetta analogica, ovvero con il pollice sulla pallina e le altre quattro dita sul corpo del comando di gioco.

Ovviamente il risultato fu pessimo, ma non solo nessuno dei presenti cercò di spiegare al bambino NATURALMENTE TROPPO GIOVANE PER CAPIRE IL FUNZIONAMENTO DI UNA TECNOLOGIA VECCHIA DI TRENT’ANNI il funzionamento della leva… anzi, lo denigravano per la sua mancata capacità di relazionarsi ad un pad FRUTTO DI UNA TECNOLOGIA OBSOLETA A CUI SOLO GLI APPASSIONATI DI ARCHEOLOGIA VIDEOLUDICA RIESCONO AD APPROCCIARSI SENZA DIFFICOLTÀ.

Come si può pensare che un bambino umiliato durante le sue prime esperienze con il retrogame possa interfacciarsi al mondo del videogioco classico senza problemi? Come si può pensare che la generazione videoludica attuale possa arricchire il proprio “sè” con una schiera di integralisti che fanno muro?
Sono più che convinto che questi atteggiamenti siano ciò che foraggia il videogiocare non cosciente e dannoso che sta portando all’odierna mancanza di profondità nel media.

È inutile girarci attorno, gli appassionati del “vecchiume” videoludico sono in crescita ma i veri cultori sono in forte calo ed è sempre più evidente la necessità di un ricambio generazionale (anche perché dopo i cinquanta alzare di peso un vecchio tubo catodico della Thomson potrebbe riservare spiacevoli inconvenienti fisici) per cui non possiamo permetterci di giocarci nuove leve con scemenze come il nonnismo.
Vi prego, sforzatevi di spiegare ai più giovani cosa significa davvero videogiocare perché solo così, in futuro, potremo tutti godere del primo medium interattivo senza censure della storia senza dover sottostare a censure e commenti da parte di buonisti e benpensati.

Scusate lo sfogo, ma con questo mini-articolo (che NON è un vero articolo ma piuttosto un editoriale) spero di essere riuscito a lanciare un messaggio chiaro a tutti coloro che bloccano l’avvicinamento al medium videoludico da parte dei più giovani… siete una Razza di deficienti!

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