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“Kill Your Darlings”, Il Nuovo Album di Starving GOGO – RECENSIONE

23 ottobre 2015 di Overcesium

Sentii parlare di Starving GOGO (Flavio Bissolati) all’inizio del 2015 da un paio di amici micromusicisti. Il musicista cremonese, apparentemente uscito fuori dal nulla, ha dato del filo da torcere a tutti i partecipanti del saggio finale del corso di LSDJ organizzato da Kenobit. Successivamente, pubblicò L(a)UNCHBOX, un EP che finì nelle mani di pochi fortunati che lo poterono incontrare di persona. A distanza di quasi un’anno, Flavio si presenta alla fiera Game Over di Milano con il suo primo vero album: “Kill Your Darlings”, dieci tracce di pura chiptune, cinque composte usando il software Famitracker e altre cinque con il più noto LSDJ su Game Boy.

Dopo un lungo e ripetitivo ascolto del suddetto album mi sento in obbligo di cominciare questa recensione con una premessa: Kill Your Darlings” è per orecchie mature.  Tutte le tracce sono molto complicate, frutto di un’ attenta e lunga composizione. Traspare fin dal primo ascolto l’esperienza musicale di Starving GOGO, formato all’accademia Lizard Di Brescia. Ogni traccia ha un suo peso, non viene lasciato spazio alla banalità e alla ripetizione. Capita di cominciare l’ascolto di una canzone che si presenta lenta e sinuosa, per poi ritrovarsi trenta secondi dopo tra furiosi assoli. Non posso non concedere all’artista il paragone con un orchestra, perché è proprio questa l’impressione che si ha all’ascolto dell’album. Era dai tempi di “Tales From My World” di Omino Lego che non sentivo una release italiana così carica di classe. Oserei addirittura definire che, con “Kill Your Darlings”, Bissolati abbia prodotto l’album più classico della scena micromusicale italiana, senza però rinunciare ad occasionali momenti di “martellate in cassa” che non fanno mai male alle esibizioni live. Emerge spesso la sensazione che il compositore abbia esplicitamente deciso di far parlare il suo nero Game Boy, facendogli raccontare storie di malinconici ricordi del passato, intento reso chiaro anche dai titoli delle canzoni e dalle particolarissime foto d’infanzia incluse nell’album.

La traccia che ci accoglie all’ascolto è “To Kill The Father”, chiptune come quella che tutti abbiamo imparato ad apprezzare. Veloce, carica, ottima per dare il via alle danze. Dopo il primo ottimo minuto e mezzo le melodie diventano veramente interessanti, il Game Boy comincia ad esibirsi in un solo che pare quello di un violino in mezzo ai tamburi. Per poi ritornare a suonare, accompagnato dal resto dell’orchestra, in una danza frenetica che ci porta a “Capibara”. C’è molta allegria nell’aria, una traccia addirittura tenera. Un’allegra ballata che culmina in un altro momento di nostalgico assolo per poi riprendere con ancora con la stessa foga. 2D Refuses To Die”, che bel messaggio per una generazione nata e cresciuta in un mondo fatto di fantasie a due dimensioni. Come la sigla di un cartone animato degli anni ’90, questa traccia è un carico di allegria, colori e cereali a colazione. Ma quanto è vero che la spensieratezza della gioventù è breve, quest’ultima traccia saluta definitivamente la gioia passata per transitare nelle tese note della prossima canzone. Molto intensa, per intenderci, è una pre “boss-fight”. Ma non c’è nessun nemico da sconfiggere, tant’è che la traccia si intitola “I Am The Enemy”. Ad attenderci c’è lo spazio cosmico con i suoi profondi e lenti suoni. “Interstellar” è una traccia che ho particolarmente apprezzato, dura solo un minuto, ma è piazzata in un punto cruciale per un’album. Il centro. Da qui in poi non si torna indietro. Più che una canzone vera e propria è un intenso intermezzo per “Dummy System”. La boss-fight che stavo aspettando. Qui il talento di Starving GOGO si fa sentire, una traccia molto complicata, che ha richiesto parecchi ascolti per essere assorbita come Dio comanda. Questa è forse la canzone che meglio rappresenta lo stile dell’artista. Ogni strumento in questa canzone ha il suo momento di gloria, fra continue discese ed impennate di ritmo senza apparire banale per neanche un istante. Una di quelle tracce che ascolteresti per pomparti prima di un avvenimento importante. Successivamente, un’ottima cover molto malinconica di “Song of Prayer” di Final fantasy X. Purtroppo, a seguito di questa bellissima traccia dai toni bassi e rilassanti segue quella che secondo me è l’unica parte dolente dell’album. L’intro di “Brötå Bocø” è un seguirsi di note altissime, veramente altissime, che suonano come un pugno all’ascoltatore. Ma sorvolando l’intro, il resto della canzone è composto in modo magistrale come le altre canzoni. Tripudi di note maneggiabili solamente da un musicista che sa il fatto suo. In “T.A.F.K.A.” tornano gli arpeggi malinconici che presto diventano una chipstep piena di sorprese. Ancora una volta torna l’orchestra elettronica che ci da il saluto finale con l’ultima traccia, “Grandstream”. Personalmente, questa è la canzone che più preferisco dell’album. È un trionfo di note che corrono e festeggiano, senza cadere nella techno e mantenendo una piacevolissima melodia che lascia spazio a corse di piccole onde quadre, fino ad arrivare alla dolcissima sessione finale che chiude con serenità l’album.

8-b.it: Che storia c’è dietro “Kill Your Darlings”?

Starving GOGO: “KILL YOUR DARLINGS” rappresenta un punto di rottura rispetto ai miei precedenti lavori come musicista. E’ il primo vero album del progetto Starving GOGO. Le prime canzoni che ho composto di questo disco sono state “I Am the Enemy” e la cover di “Song of Prayer”. I pezzi che hanno una storia sono “T.A.F.K.A.”, primo pezzo in assoluto composto con LSDJ agli inizi di Gennaio, la sigla sta a significare “The Artist Formerly Known As” (ovvero “L’artista precedentemente conosciuto come”). Il brano è ideologicamente fortemente collegato al seguente “To Kill the Father”, secondo pezzo composto con LSDJ. Da qui viene il concept del disco. Uccidere il padre, ovvero lasciarsi alle spalle il passato, superare i propri maestri, reinventarsi e riproporsi in vesti sempre diverse, una sorta di “keep on moving”, evoluzione continua. Dunque KILL YOUR DARLINGS è questo. Uccidere i propri cari. Artisticamente parlando ovviamente.

8-b.it: Chi è la ragazza in copertina?

Starving GOGO: La ragazza in copertina è Elisa Mozzanica, giovane e straordinaria ballerina, nonché sorella della mia attuale ragazza, Ester Mozzanica, alla quale va il merito dell’incredibile artwork e concept grafico del disco.

8-b.it: Come ti sei avvicinato alla Micromusica?

Starving GOGO: Ho iniziato a comporre micromusica con il FamiTracker più o meno a marzo 2014 e LSDJ a inizio 2015. Mi ci sono avvicinato dopo aver sentito un set di Arottenbit a Brescia. Da allora io e mio fratello (che già conosceva un po’ più di me il genere) abbiamo iniziato a metterci sotto con ricerche per trovare altri compositori, quali programmi utilizzare ecc. Ovviamente da bravo ragazzino degli anni ’90 ho nel sangue certe sonorità, ma la vera svolta è stata proprio quel set, quando ho appreso che con i “suonini pirulero pirulero” del Game Boy si può fare musica violentissima e incazzata.

8-b.it: Progetti per il futuro?

Starving GOGO: Certamente continuare a comporre roba nuova. Ho in mente un concept per un album o un EP di roba molto pesante.
Punterei a comporre una colonna sonora per qualche videogioco, ma questo è più un sogno nel cassetto.
Mi piacerebbe poter organizzare qualche bel concertino nella mia zona (Cremona) e mi sto informando per luoghi e occasioni giuste (anche se con ben pochi risultati).
Infine mi sentirei onorato se potessi partecipare a una delle serate della Milano Chiptune Underground e iniziare a girare un po’ col mio materiale.

Kill Your Darlings” è in definitiva una piacevole novità per la scena italiana, abituata da tempo a ritmi molto più frenetici e impuntata spesso sul far divertire il pubblico durante le esibizioni live. Questa nuovissima release è colma di buona musica che saprà darvi i brividi, a patto che sappiate porvi all’ascolto di un’album che inizialmente vi apparirà molto complicato e di difficile ascolto. Ho sinceramente atteso con ansia la pubblicazione del primo album di StarvingGOGO e sono soddisfatto che le mie aspettative non siano state deluse. L’album non deve mancare alla vostra collezione, anche solo per dare sfoggio alla sua bellissima copertina.

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