Road to Tokyo
Tokyo Apartments

  1. Label: Autoprodotto
  2. Data: 12 ottobre 2018
  3. Paese: Italia
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Tokyo Apartments – Road to Tokyo

26 gennaio 2018 di ZapoTek

Dalle lande lucchesi, i Tokyo Apartments sono un duo che ha scelto le onde quadre del Game Boy per esprimere la loro voglia di pogare e fare casino.
Avrebbero potuto chiamarsi Simone2, visto che entrambi i componenti si chiamano Simone, ma la loro passione per i videogiochi giapponesi e i cartoni animati, anch’essi giapponesi, li ha portati a scegliere un nome più consono.

A distanza di un anno dal loro primo album targato LowToy, hanno deciso che il mondo ha bisogno di una seconda dose di appartamenti locati a Itabashi o Edogawa, ergo i ragazzi hanno sfornato un bell’album pronto per essere recensito.
La passione per la nazione che ci ha regalato Kenshiro e Captain Tsubasa scorre forte nel duo, molto forte, per cui il nome dell’album si chiama Road to Tokyo.

È consigliabile l’ascolto in cuffia, in quanto alcune tracce fanno uso dello stereo ed è brutto non poter apprezzare le trovate col panning. Inoltre se ascoltate i brani dalle casse del cellulare, arriva Antonio Inoki e vi inchiappetta a secco.
L’album in sé è un level up rispetto al loro lavoro precedente. I Tokyo Apartments si presentano più maturi, più consapevoli del mezzo a loro disposizione. Le loro melodie a base di onde quadre si incasellano molto bene sulla ritmica fatta di cassa e basso grassone.
Se mettessimo le scorregge low-poly che fa il basso del brano introduttivo, Eastern Star, su di un impianto audio decente ne verremmo travolti in tutta la sua gloria. Le smitragliate di cassa ed i cambi di ritmo aggiungono varietà al brano ed è un ottimo benvenuto alle orecchie per il resto che verrà.
La traccia omonima dell’album, Road to Tokyo, parte con un pattern che non scompare mai completamente per tutto il brano. È una traccia che costruisce, progetta e imbastisce ma sembra non esplodere mai. Un vero peccato, perché mi sarebbe piaciuto tanto tanto tanto avere la portata principale dopo avermi fatto assaggiare tutti questi antipasti sonori.
Ma è solo l’inizio, e Virtual Noise riesce a risollevarmi, intervallando una cassa dritta sopra una melodia malinconica che ti culla mentre scapocci.
No Reason mi sorprende al primo cambio di atmosfera, e Saved Memories ha una melodia interessante con la cassona dritta riproposta in pompa magna.
Where Dreams Became Reality credo sia la traccia che mi è piaciuta di più in tutto l’album. Il riff iniziale che rimbalza a destra e sinistra delle cuffie ed il gioco di panning che accompagna tutto il brano non è affatto male. Promossa a pieni voti!
No(T)The(E)nd onestamente non mi ha fatto impazzire, mi è parsa una sequenza di note senza un preciso filo logico.
Il brano finale, Remember, contiene quella sensazione di bittersweet che mi riporta indietro nel tempo a quando finivo Super Mario Land 2 e mi godevo la dolce melodia in attesa di rigiocarlo avidamente. E mi sembra un buon modo di chiudere l’album.

Nonostante un paio di tracce non tanto riuscite, Road to Tokyo riesce a farsi piacere ed ascoltare in autoradio a tutto volume.

Bravi Tokyo Apartments!

TL;DR
Road to Tokyo è un bell’album a parte due brani non proprio riusciti, cacciate la grana e scaricatevelo!

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