arottenbit e i suoi esperimenti violenti

10 febbraio 2018 di Bleep

Oggi ho deciso di farmi una birra virtuale con arottenbit e parleremo insieme del suo progetto omonimo che si è rinnovato da poco, dopo anni di scapocciate in solitaria, inserendo un’altra persona, Zima, un batterista e compagno di concerti hardcore, metal e punk!

Otto (così tutti lo chiamano) oltre ad essere un punto di riferimento nella scena micromusicale italiana da una decina di anni è anche una persona alla mano, l’ho scoperto quando abbiamo suonato insieme due o tre volte e me lo sono riconfermato dopo questa intervista, le sue parole trasudano violenza, sudore, palchi e mi ha fatto molto piacere apprendere da lui pezzi di storia della scena micromusic italiana.

Abbiamo parlato tanto, ci sono venuti in mente mille altri progetti da sviluppare ma ora vi lascio alla nostra conversazione al pub di 8-b.it!

CIAO OTTO: CHI SEI, COSA FAI NELLA VITA? O MEGLIO, FORSE DOVREI DIRE CHI SIETE? COSA FATE NELLA VITA? COSA È IL PROGETTO AROTTENBIT, ATTUALMENTE?

Che aggressivo con sto caps lock. Stiamo calmi.

Cosa faccio nella vita. É una bella domanda. Penso che cosa faccio nella vita sia l’influenza principale da cui scrivo ogni mio pezzo.

Sono un live sound engineer. Di mestiere seguo concerti e serate. Il mio lavoro consiste nel seguire la parte tecnica che sta dietro le notti milanesi, facendo in modo che tutto fili liscio e che il pubblico si possa divertire il più possibile.
Ne vedo tante ad ogni sera di lavoro, ed apprendo. Apprendo e cerco di riproporre sul palco tutto ciò d’impatto che ho imparato, creando un mix molto personale di varie cose che mai ho visto mescolate prima assieme.

Dalla violenza dei live hardcore punk, alla pesantezza dei concerti sludge metal, agli occhi sbarrati che puoi vedere solo ai peggiori after la domenica mattina.
arottenbit è questo mix di varie influenze che hanno i miei gusti musicali.
E lo strumento che ho deciso di prendere in mano per esprimermi è stato il Nintendo Game Boy.

E L’ALTRO BIT MARCIO? CI RACCONTI ANCHE DI LUI?

Zima è il batterista della band.
Conoscente da anni e compagno di numerosi concerti nella scena hardcore, e tutto quello strambo underground di rock e metal che piace ad entrambi.

Un giorno mi ha domandato se non volessi aggiungere delle pelli, alle mie composizioni.
Ed era un discorso che mi sarebbe piaciuto aprire da parecchio tempo, quindi ho accettato con gusto.
Dopo un mesetto di prove assieme ci siamo lanciati sul palco per il primo live assieme, ed è stato straordinario. Una violenza ed una presenza scenica che penso poche band di musica elettronica riescano a proporre tutt’oggi.

LA VIOLENZA CON CUI SPARATE MUSICA ADDOSSO ALLA GENTE È BESTIALE, QUINDI IL RISULTATO È SICURAMENTE QUELLO CHE VOLEVATE TRASMETTERE! COME È STATO A LIVELLO TECNICO/LOGISTICO UNIRE LO STRUMENTO ANALOGICO PER ECCELLENZA COME LA BATTERIA E UN GAME BOY DEL 1989 CHE FUNZIONA A BATTERIE?

In tutti i miei pezzi ho sempre usato dei campioni di batteria reali, arrangiati con un tocco “umano”, componendo sempre restando nell’ottica che ci fosse un batterista a suonare tali parti. Quindi cose di certo tecnicamente avanzate come poliritmie, blastbeat e tappeti di doppio pedale, ma comunque eseguibili su una vera batteria, da un bravo batterista, ovviamente.
Zima, che è un batterista professionista, ha imparato in poche settimane i pezzi e sul palco mi è bastato mutare i canali di batteria e lasciare che fosse lui a suonare tali parti.
É stato quindi un processo molto naturale.
Pochissime parti sono state riarrangiate e tutto suona come ce l’avevo nella testa nel momento della composizione.

AVETE FATTO UN DISCO INSIEME GIUSTO? SO CHE AVETE DECISO DI NON VENDERLI ONLINE MA SOLO AI VOSTRI CONCERTI! ANCHE SE MI IMMAGINO IL MOTIVO, SPIEGAMI IL MOTIVO DI QUESTA SCELTA, PERCHÉ CREDO CHE NE VERRÀ FUORI UN GRAN MESSAGGIO PER TUTTI GLI ARTISTI CHE CI STANNO LEGGENDO.

L’impatto che ha arottenbit dal vivo è purtroppo irriproducibile su disco. C’ho provato.
Sono andato a Torino nel Deepest Sea Studio (come in S1E2 di Metalocalypse), ho montato un muro di otto amplificatori, c’ho piazzato davanti sedici microfoni e c’ho fatto uscire fuori la mia musica.
Il risultato è stato poi mixato da me (grazie a Converse Rubber Tracks) alle Officine Meccaniche di Milano con l’aiuto di Hector Castillo (David Bowie, Bjork, Phillip Glass) ed o tirato fuori le mie tracce che stanno sul demo che puoi comprare ai live.
Nonostante l’impegno però il disco non è affatto rappresentativo della mia visione e quindi puoi comprarlo come “ricordo” solo dopo che ci hai visto calcare un palco.

Ogni singolo secondo che passo in studio a scrivere, mi immagino un locale gremito di gente di fronte a me, e gioco con il pubblico, guido le loro reazioni e li trascino in un vortice di autodistruzione e violenza che solo nei migliori concerti punk sono riuscito a vedere.
Non penso che scriverò mai della musica “da ascolto”, non con il progetto arottenbit, perlomeno.
Siamo degli animali da palco e al momento preferisco essere ben conosciuto da una nicchia entusiasta, piuttosto che da un grande pubblico che non riuscirebbe a capire la mia visione.

AVEVO VISTO IN QUALCHE TUO POST CHE DOVEVA USCIRE ANCHE UN VIDEOCLIP DEGLI AROTTENBIT, MA NON HO PIÙ SENTITO NULLA! BEH, FORSE IN UN VIDEO RIUSCIRESTE MEGLIO A COMUNICARE ALLE PERSONE LA VOSTRA VISIONE, ANCHE SE VEDERVI DAL VIVO RIMANE COMUNQUE UN’ESPERIENZA UNICA E DIVERSA TUTTE LE VOLTE!

Avevamo girato delle scene, storie malate di realtà virtuale, riprese tridimensionali e cose del genere. Roba “nuova” un paio di anni fa, ma che in Italia nessuno aveva ancora proposto e non arrangiata come l’avevamo pensata.
Poi è successo che dei ladri sono entrati nello studio del regista del video rubando computer, attrezzatura, e tutti i gli HDD contenenti i file delle nostre fatiche.
Il regista si è lasciato andare ed ha abbandonato il progetto. Peccato.

Salvo delle Femmine e Marco Casino, bravissimi artisti e compagni di innumerevoli concerti milanesi mi si sono avvicinati conoscendo la mia passata sventura proponendomi uno script per un videoclip.
La storia mia è piaciuta e mi sono impegnato a trovare location, attori e creare allestimenti, in modo di dargli il mio tocco personale.
Tutto è stato girato negli scantinati di Macao (il centro sociale dove organizzo le serate di Milano Chiptune Underground), inaccessibili al pubblico, e tutti gli allestimenti cyberpunk sono frutto di ricerca tra la mia personale immondizia che tengo in casa e l’immondizia varia che ho trovato nelle varie stanze semi-abbandonate dei dungeon Macao.
Televisori, computer, materiale audio professionale, mobili, suppellettili vari.
La resa è stata ottima ed ora sto organizzando un buon piano per promuovere in maniera adeguata il lavoro. Vedrete.

MI PARLI DELLA TUA ESPERIENZA CON LA CHIPTUNE IN ITALIA DA QUANDO HAI COMINCIATO A SUONARE A OGGI? HAI NOTATO DELLE DIFFERENZE DA QUANDO HAI IMBRACCIATO PER LA PRIMA VOLTA IL TUO GAME BOY?

Ho iniziato nel 2008, dieci anni fa.
Ai tempi c’erano myspace.com ed 8bitcollective.org, due ottime piattaforme con cui ho creato i miei primi contatti nella magnifica scena 8bit italiana e mondiale.

Tonylight e Pablito El Drito ai tempi erano i capoccia di MicroMilano HQ, un collettivo che si occupava di organizzare party a Milano. Entusiasti nel vedermi ragazzetto pieno di energie mi invitarono ad uno dei loro eventi: “tra un mese abbiamo questa festa, riesci a preparare 30 minuti di musica? Ti facciamo suonare”. E così ho avuto il piacere di condividere il palco con tutta quella gente che fino ad allora erano solo degli avatar virtuali in un forum.

Poco meno di un annetto dopo, ad una serata conobbi un certo Fabio, anche lui fresco fresco di acquisto di cartuccia per Game Boy, e gli chiesi di suonare un suo pezzo durante uno dei miei set. Poche settimane dopo mise assieme la sua mezz’oretta di musica e finalmente suonammo assieme. Arottenbit & Kenobit.

Legai molto con Kenobit che oltre ad essere tutt’ora una persona squisita, era l’unico milanese oltre a me ad usare il software LSDJ (Tony e Pablito viaggiavano su Nanoloop) siamo “cresciuti” assieme scambiandoci consigli l’un l’altro, esplorando in profondità le capacità del Game Boy come in Italia pochi avevano fatto prima, aiutati da una scena europea molto attiva, piccola e legata. Ci si conosceva tutti. Facemmo un sacco di date fuori Italia assieme. Tutto era molto genuino e amichevole, complice il fatto che giravano pochi soldi.

Ora la situazione è certamente cambiata. Tutti sanno cos’è la chiptune e ci sono gruppi su Facebook con migliaia di iscritti. Penso manchi quella spontaneità e senso di appartenenza che si poteva creare solo nei vecchi spocchiosi forum degli anni ’00.

MI PARLAVI PRIMA DI MILANO CHIPTUNE UNDERGROUND. È SICURAMENTE L’EVENTO PIÙ GRANDE E RAPPRESENTATIVO DELLA SCENA MICROMUSICALE MONDIALE IN ITALIA! VORREI CREARE UNA DISCUSSIONE A TRE ANCHE CON KENOBIT, MA ACCENNAMI QUALCOSA! COME SI PASSA DA MUOVERE I PRIMI PASSI NELLA CHIPTUNE AD ESSERE PROTAGONISTI DELL’EVENTO DI PUNTA IN ITALIA, TANTO GRANDE CHE HA FATTO RIZZARE LE ORECCHIE ANCHE ALLA RIVISTA “ROLLING STONE”?

É tutto nato e cresciuto spontaneamente.
A differenza di molti artisti 8bit ho sempre cercato di tenere a distanza la mia musica dall’immaginario di videogiochi che viene ovviamente collegato al genere. Il Game Boy è uno strumento che mi sono ritrovato a suonare per svariate ragioni, ma resta uno strumento, il gimmick “ahah guarda faccio la musica dei videogiochi” mi va molto molto stretto (nonostante in passato lo sfruttassi molto).
Quindi con le serate di M.C.U. ho copiato le mosse di marketing e promozione che vedevo fare dai miei colleghi che lavorano nel mondo del clubbing, puntando tutto sulla potenza musica e non sul gimmick “ahah guarda! un Game Boy!”, e restando sempre legati a scene e locali DIY che frequentavo nelle mie nottate, usando tutti i contatti che avevo creato nelle mie varie nottate alcoliche.
E da un piccolo scantinato da 30 persone di capienza, siamo arrivati ad organizzare una festa da più di mille partecipanti.

Penso che ora almeno almeno a Milano, la gente abbia capito cosa sia realmente la musica 8bit. Mi piacerebbe che anche altrove fosse così, ma di certo non sono in tanti a pensarla come me.

ESSENDO IN QUESTA SCENA DA POCO DI PIÙ DI DUE ANNI HO MOSSO I MIEI PRIMI PASSI SU QUELLI CHE VOI AVETE TRACCIATO PRIMA DI NOI, SIA TU CHE KENOBIT! SEI CONSAPEVOLE DI ESSERE UNO DEI PUNTI DI RIFERIMENTO PER LE NUOVE GENERAZIONI DI MICROMUSICISTI?!

Consapevole e colpevole. Tanti ragazzi mi dicono di aver iniziato a suonare dopo avermi visto suonare dal vivo. Penso però di essere un pessimo esempio da seguire, in tutto e per tutto. Evitate e lasciatevi ispirare da gente con la testa più apposto della mia!

HAI SEMPRE SUONATO SU LSDJ O HAI SPERIMENTATO ALTRI TRACKER/SEQUENCER/AGGEGGI ELETTRONICI/SOFTWARE DEL DEMONIO?

La scelta di fare musica 8bit è nata principalmente dalla voglia di fare musica elettronica senza utilizzare un computer, e tra le varie opzioni il Game Boy era quella più economica, in mezzo ad un mare di synth, drum machine e sampler.

Così per sfizio ho iniziato a comporre i miei primi pezzi su LSDJ. Le prime tracce erano delle trasposizioni di vecchie tracce scartate per la mia vecchia band death metal, e pian piano con il passare dei mesi e degli anni ho imparato ad apprezzare la musica elettronica ad un livello di ingegneria del suono. Il piacere di ascoltare suoni nuovi in ogni pezzo. Ed il Game Boy era quello di cui avevo bisogno per invogliare la mia creatività, le sue pesantissime limitazioni tecniche rendevano la ricerca sonora una vera sfida. Difficile e quindi divertente.
Ho suonato con tanti synth, ma mai mi sono divertito come con gli stupidamente complicati table di LSDJ.
Per questo motivo il Game Boy è lo strumento scelto per le mie composizioni. Semplicemente perché rende la musica elettronica complicata e in qualche modo anche competitiva.

GRAZIE OTTO PER LA TUA DISPONIBILITÀ! QUANDO POSSIAMO RIVEDERVI IN CONCERTO A BREVE? IO, LO STAFF DI 8-B.IT E TUTTI I SUOI LETTORI TI SALUTIAMO CON UN HEADBANGING E UN POGO COLLETTIVO!

Ciao ragazzi. In bocca al lupo per il sito e le pagina e tutto quanto. Ci voleva. Vi auguro di poter far un buon lavoro e mi auguro non usiate troppi riferimenti ai videogiochi nella comunicazione! ahah

Tutte le news riguardo futuri live e release le trovate sulla pagina Facebook fb.com/arottenbit666

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