Sinergy
IDecade

  1. Label: Autoprodotto / copia fisica by BissoMultimedia
  2. Data: 13 dicembre 2018
  3. Paese: Italia
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IDecade – Sinergy

7 aprile 2018 di ZapoTek

Le lande del Veneto riservano dei piccoli tesori.
IDecade, che abbiamo già avuto modo di ospitare sul nostro pixelloso sito all’alba del suo primo album, a metà Dicembre 2017 ha sfornato la sua quarta fatica. E bisogna dirlo: il vecio ci sa fare col Game Boy.

L’ultima volta lo avevamo lasciato con Milkytracker e tanto talento da esprimere, stavolta ci sono 11 tracce fatte con un singolo Game Boy e LSDj a buttare fuori suoni. E che suoni!

IDecade spreme il mattoncino a 8 bit e con Sinergy parte subito alla grande, dosando le onde quadre della melodia con un basso bello grasso a tenere su la struttura del brano.
Kraken mantiene fede al nome. Il bello di IDecade è l’incredibile impronta “cattiva” che riesce a dare. È un mix di sperimentazione sonora e sapiente scelta delle pause che ti fa venire voglia di pogare selvaggiamente in un mosh pit senza fine.
Kraken rilasciato alla perfezione.
Denatured ha un piglio drum’n’bass senza disdegnare la melodia prettamente “ottobittosa”. Personalmente trovo il risultato altalenante anche se alla fine riesce a convincermi.
Traumas è il brano più “tranquillo” dell’album, nonostante abbia un kick molto presente che sfuma in un basso gracchiante. Il brano non mi convince appieno in cuffia, vorrei sentirlo dal vivo con un buon impianto live che mi pettini per bene.
E poi abbiamo Far.
Bisogna ascoltarlo per bene, perché per un attimo sembra che non sia un Game Boy a suonare. Non sono suoni riproducibili da una console portatile del 1989!!!
E invece no. IDecade, con fare alchemico, riesce ad evocare gli spiriti degli Antichi sottoforma di 4 canali.
Con Benjo capisco che l’album è entrato nel vivo e che le sorprese non sono finite! Riuscire a fare un pezzo Neuro Funk a 195bpm con LSDj non è roba di tutti i giorni. Sto ascoltando questo brano e muovo il capo a tempo, è più forte di me.
Catastrophe ha una intro parecchio interessante che sfocia in un altro pezzone breakbeat mica male. Anche qui la sperimentazione sonora non manca.
Empty è un altro brano cattivo al punto giusto. In alcuni punti pare che la bassline rutti, e non è una cosa negativa, eh.

Vorrei sapere come riesce a fare il kick così pieno.

Dopo cotanta cattiveria, ecco apparire Mahalo. Il ritmo latino si porta per tutta la durata del pezzo, riuscendo nell’arduo compito di far muovere le mie pesanti chiappe a tempo.
L’atmosfera del brano è bella incazzata. Sei su un dancefloor dove tutti sono strafatti di coca, un tipo ha appena messo in discussione le virtù morali della tipa di un altro e i due, invece che prendersi a coltellate nello sterno, decidono di risolvere la questione con una gara di Hardcore Tango.
Sudore, sangue ed ancora sudore. Più alcool.
Con Mad il brano vuole raccontare qualcosa ma non sappiamo cosa. Mentre proviamo a capirne il significato, ci godiamo i virtuosismi ed i bassoni. Penso che questo sia il pezzo che più riesce a definire lo stile di IDecade. Lo ascolto e penso: è proprio il suo stile, la sua metrica.
E finiamo questo calcinculo di emozioni con Anubis. Anche qui la sperimentazione la fa da padrona: più ascolti il brano, più non riesci a capacitarti che la musica prodotta provenga da un Game Boy, e più non riesci a capacitartene più viene voglia di nominare un parente stretto di Anubi, e non appartiene al pantheon egizio.

Che dire?

Io questo album me lo sono ascoltato in cuffia.
La capacità compositiva va di pari passo con la ricerca sonora ed il risultato è esplosivo!
Mi voglio ascoltare questo album su un impianto decente, in modo che il Kraken evocato nel secondo brano mi prenda a pugni fino a che non cado in coma felice e contento.

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