Un glitch nel sistema: TURBOGAMMA

9 Gennaio 2021 di ejan

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TURBOGAMMA è ad oggi uno dei nomi più celebri e influenti nel panorama della pixel art italiana.

Dopo aver catturato l’attenzione con le sue fenomenali illustrazioni dal sapore retrò ma mai nostalgico, e con collaborazioni video per artisti chiptune (come nel caso di Buskerdroid) oggi è qui per parlarci del suo ultimo lavoro, “GLITCH”.

TURBOGAMMA, GLITCH

E_ Ciao TURBOGAMMA, questa è per te la seconda volta qui su 8-b.it Italy (abbiamo già intervistato TURBOGAMMA in passato chiedendogli di parlarci della sua splendida pixel art, http://www.8-b.it/2018/01/la-pixel-art-di-turbogamma/).

Di tempo e di acqua sotto i ponti ne sono passati. Ci sono delle novità, nel mondo, ma soprattutto nella tua produzione artistica, per cui siamo qui oggi; una di queste è sicuramente il colore.  Come mai questa scelta di cambio di linguaggio?

Aggiungere il colore non è una scelta da poco.

T_ Ciao, grazie per avermi concesso ancora il vostro spazio. L’uso del colore è venuto da sé: ragionando su come veicolare meglio l’estetica glitch dei disegni per questo artbook, l’uso del colore è arrivato come un fulmine a ciel sereno e ha cambiato totalmente la prospettiva della mia pixel art, gli ha dato maggior corpo e tridimensionalità.

Credo che in realtà l’arrivo al colore sia stato un lungo processo inconscio, in background, che prima o poi doveva culminare con i disegni che faccio ora.

TURBOGAMMA, Aprile 2020.

E_ Colore che hai utilizzato nel tuo fresco di uscita (freschissimo) artbook.

Ce lo racconti un po’?

T_ Il nuovo art book si chiama GLITCH e, come da nome, propone una raccolta di 20 disegni, editi su instagram e non, che hanno come tematica volti di personaggi (puramente debitori all’estetica manga anni ‘70/’80) totalmente glitchati e tutti disegnati tra dicembre 2019 e tutto il 2020. Inizialmente doveva essere solo il “glitch” l’elemento di disturbo nei volti, ma col procedere dei disegni, sempre più elementi si sono inseriti (pezzi di metallo, sangue) che hanno aggiunto più tridimensionalità ai volti. Il risultato ha sorpreso anche me e mi diverte vedere come gli ultimi disegni siano così diversi dai primi. Proprio per questo, metà dei disegni dell’artbook (che sono stati originariamente disegnati in bianco e nero) sono stati ricolorati. L’artbook è appunto tutto a colori. Altra “novità” in GLITCH, rispetto al precedente lavoro è che i soggetti sono inediti (tranne alcuni tributi, (come quello all’iconica Tomie): non ho voluto giocare su volti noti di anime e manga ma esplorare una “visione” tutta mia.

E_ Il tuo precedente artbook, tutto in b/w, l’hai intitolato “bootleg”. Per chi non lo sapesse, bootleg può riferirsi a registrazioni “illegali” di concerti vendute sottobanco o a versioni uscite male, deformate di piccola oggettistica, come le action figures.

Cosa volevi comunicare con questo nome?

T_ In BOOTLEG tutti i soggetti disegnati (che come in GLITCH venivano deformati e “smostrati” in vario modo) erano tutti personaggi noti e meno noti di anime e manga degli anni settanta, non c’era nessun soggetto “originale” e ci vedevo un collegamento con tutta quella corrente di riproduzioni illegali di brand/merchandise/band famose (i bootleg appunto). Volevo soprattutto far vedere come sia sì interessante creare nuova arte, ma come lo siaa ancor di più partendo da quella già esistente, i bootleg fanno anche quello involontariamente

TURBOGAMMA, Tribute to Tomie, Dicembre 2020.

E_ Ritroviamo questo concetto anche nel nuovo lavoro?

T_ Non proprio. In GLITCH i soggetti sono “inediti” (chiaramente influenzati dal manga e anime) mentre in BOOTLEG erano tutti “editi”. Questo nuovo artbook l’ho preso più alla leggera, senza voler veicolare particolari messaggi. A conti fatti è più un esercizio di stile che però mi soddisfa molto.

E_ Dopo anni passati a lavorare nel mondo della pixel art, che inizialmente era per te un modo di riuscire a coniugare efficienza a velocità di esecuzione, come ti trovi con questo medium? Ne sei ancora affascinato allo stesso modo? 

Come ti ha cambiato e COME LO HAI CAMBIATO?

T_ Come tutte le cose che entrano a far parte della propria vita e che si inseriscono dentro una routine, anche la pixel art ha perso per me il fascino “misterioso” che aveva un tempo, soprattutto all’inizio: basti pensare che non sapevo come farla mentre ora non ha segreti. Ad un certo punto mi son messo anche a disegnare “normale”, non in pixel art, perché sentivo l’esigenza di cambiare un po’. Però la pixel art torna sempre e ritorna sempre con un grande slancio, aprendomi possibilità che non avrei minimamente pensato. Quindi si, l’impatto iniziale è sceso ma la voglia no.

E_ Qual è invece la scoperta più interessante che hai fatto? Che si tratti di una scoperta di poetica o di una puramente tecnica (sei riuscito a capire come fare una cosa che prima non ti riusciva, a ottimizzare un tipo di linea, di soggetto)…

T_ Beh, la prima grossa novità è l’essere passato ad I-Pad, che è lo strumento meno adatto a fare pixel art eppure non so perché è un ambiente in cui riesco a essere iper produttivo, impiego la metà del tempo. Forse perché non ho distrazioni, siamo solo io e l’I-Pad, non so. La seconda è l’aver “domato” il dithering (la creazione di sfumature e di giochi di ombra ponendo in successione singoli pixel per avere un “effetto retino”) per i tagli di luce che, essendo passato al colore dalle tinte piatte del bianco e nero, vanno considerati e domati. Non avendo una formazione scolastica per la colorazione mi sembra un ottimo risultato.

E_ Collegandoci alla domanda precedente: una curiosità legata a una illustrazione/grafica dell’ultimo lavoro? E anche, un momento frustrante (posso immaginare ce ne siano, magari connessi alle tempistiche di realizzazione o a particolari dettagli) che hai dovuto affrontare?

T_ Cado nella banalità ma un momento frustrante è stato ed è tutt’ora il Covid. Sono una di quelle persone ipocondriache con un po la fissa del controllare il più possibile le cose e la pandemia ha distrutto tutta la mia quotidianità. Soprattutto nel primo vero e proprio lockdown sono stato psicologicamente a terra per tutta una serie di motivi (lavorativi/personali) e avere questa sensazione di incertezza nel mondo e DEL mondo mi ha proprio spiazzato. Ero prossimo al chiudere bottega e cancellare TURBOGAMMA definitivamente. Il fatto che GLITCH sia materialmente realizzato è una vittoria. Debbo ringraziare la mia ragazza che crede sempre in me e che mi ha spronato a finire l’artbook, in tempi bui avere persone vicine non è scontato. È banale anche questo da dire ma è così.

TURBOGAMMA, speed painting

E_ La scorsa volta abbiamo concluso la tua intervista chiedendoti quali suggerimenti avresti dato a chi si vuole approcciare alla pixel art per la prima volta; oggi invece ti chiedo: come può secondo te evolvere ancora maggiormente?

Ormai ci sono diversi artisti che, forse anche seguendo il consiglio che tu hai dato, hanno sperimentato la pixel art come forma autonoma d’arte, slegata dal mondo del videogioco, elevandola a mezzo espressivo vero e proprio con una sua dignità; come si può per te forzare ancor di più la mano, andare ancora un po’ più in là?

T_ Ho notato anche io che da quando porto avanti TURBOGAMMA, in particolare dopo BOOTLEG, alcune persone si sono approcciate alla pixel art come mezzo d’arte slegato dal medium videogame, mi scrivono anche in privato ed ho sempre piacere nel rispondere e dare dritte tecniche. Per rispondere alla domanda: non lo so. Ci ho riflettuto per tutto il 2019 su come poter fare lo step successivo, come evolvere ulteriormente la pixel art, e ho capito che tutto deve essere legato all’artista e a quello che vuole fare. Non occorre dover sempre superare la barriera del medium ma avere ben chiaro dove si vuole arrivare, come in tutte le forme d’arte. Nel mio caso, con il nuovo artbook, dovevo solo cambiare le carte in tavola, non cambiare gioco.

TURBOGAMMA su Instagram:
https://www.instagram.com/turbogamma/

Dove trovare l’artbook GLITCH:
https://turbogamma.bigcartel.com/

♫ Ed ecco la playlist dell’artista tutta per voi! ♫

1) Bring Me The Horizon – Crucify Me
2) Korn – Here to Stay
3) Kalmah – Swamphell
4) Stromae – Carmen
5) HIM – The Beginning Of The End
6) Fast Animals and Slow Kids – Coperta
7) SQÜRL – Pink Dust
8) Linkin Park – Figure.09
9) t.A.T.u – All The Things She Said
10) Guano Apes – Lords Of The Boards

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