“Ho mangiato più funghi in Super Mario che nella vita reale!” – Presentazione evento “Micromusic 8-Bit”, EuropeDays 1-9 maggio 2010
il
30/04/2010 gecco ha scritto nella categoria
recensione:
Mi è stato chiesto di scrivere una breve presentazione per queste due giornate dedicate alla cultura e alla musica 8-Bit che si terranno l’1 e il 2 maggio 2010 all’interno della manifestazione EuropeDays (1-9 maggio 2010, Abano Terme (PD) e Montegrotto Terme (PD)), e ovviamente non mi sono tirato indietro E’ un articoletto nostalgico e assolutamente non-tecnico, ma mi fa comunque piacere condividerlo con voi nerd e non
E se questo weekend siete nei dintorni di Padova, fateci un salto, pare che ci siano degli ottimi liveset di musica 8-Bit in programma
Buona lettura!
“Ho mangiato più funghi in Super Mario che nella vita reale!”
(presentazione evento “Micromusic 8-Bit – EuropeDays 1-9 maggio 2010”)
a cura di eldino –
http://eldino.wordpress.com – Articolo rilasciato su licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Nei primi anni ’80 ero solo un bambino, che dopo aver fatto i compiti e aver dato due calci ad un pallone sotto il sole tiepido del primo pomeriggio, non aveva nessun’altra cosa da fare che guardare i baffoni dei conduttori e le scenografie ingiallite che trasmetteva la TV. Erano tempi in cui la quotidianità era semplice, l’informazione poca, gli stimoli ridotti, i ritmi lenti. “Ma un momento, ho il mio Gameboy!” esclamavo, ed andavo a prendere nella mia stanzetta quel simpatico paffutello nipponico in bianco e nero, che succhiava batterie stilo più di una Dyson senza sacchetto, ma che, una volta acceso, ti apriva un mondo che durava fino al tramonto, quando dovevi spegnerlo perchè rincasava tuo padre, che era decisamente più pericoloso del Bowser dell’ultimo livello. Una volta accolta una console con processore ad 8-Bit in casa tua eri già diventato parte di un fenomeno, che, a quasi tre decenni di distanza, non vuole saperne di andare in pensione. L’hardware a 8-Bit, per quell’epoca, era una scelta obbligata se si voleva mantenere ragionevole il prezzo delle console (NES, Gameboy, Commodore64…), ma furono proprio le sue pesanti limitazioni tecniche a stimolare la creatività e l’ingegnosità dei programmatori fino ad un punto tale da dar vita a giochi dal gameplay e dalle colonne sonore tuttora ineguagliabili. La grafica, invece, era inevitavilmente lontana dai fasti del 3D di adesso, ma a noi, ragazzi dello zoo di Super Mario Bros, non importava, anzi, avevamo fatto talmente tanto amicizia con quei grossi pixel che avremmo voluto averli come compagni di scuola. La morale di questa breve favoletta è che 8-bit non vuol dire solo “videogiochi”. E’ indubbio che, senza i videogiochi degli anni’80, non esisterebbero i videogiochi del 2010, perchè tutto nacque allora, ma 8-Bit non è soltanto questo. La cultura 8-Bit ha assediato il castello della nostra vita da più fronti. Da un fronte abbiamo l’estetica 8-Bit, fatta di grossi blocchi colorati, forme semplici e subito riconoscibili, bidimensionalità, funghetti, tartarughe, nuvole sorridenti e quant’altro, che è ormai parte dell’immaginario collettivo comune. Pensate, ad esempio, all’alieno di Space Invaders, che tuttora inspira gadgets, graffiti, visuals e arte in genere. Dall’altro fronte abbiamo la musica 8-Bit, i cui stilemi hanno dato vita ad un vero e proprio sottogenere della musica elettronica. Eserciti di giovani musicisti elettronici smontano, moddano, personalizzano, hackerano, vivisezionano i loro Gameboy al solo fine di produrci musica che richiami, a livello timbrico e compositivo, le colonne sonore dei videogiochi con cui sono cresciuti. Creatività e fantasia: sono queste le keywords da tenere in mente. La cultura 8-Bit ha attraversato indenne tre decenni, perchè ha saputo mutare da semplice fenomeno videoludico ad una fucina di creatività e fantasia, e questo evento “Micromusic 8-Bit” nasce appositamente per celebrare tutto ciò! E se durante un liveset troverete al vostro fianco l’alieno di Space Invaders che poga, non sorprendetevi, siete nel bel mezzo di un 8-Bit show!
Chipstars/3 di Pablito el drito
il
09/04/2010 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
(da milanox.eu)
Anche questa settimana vi presento una coppia di EP prodotti con vecchi videogames e pubblicati dalla netlabel romana CouCou.
Scaricateli gratis dal sito coucounetlabel.blogspot.com.
Chrono triggers – Jellyfishes attack ep
Gaetan e Steve sono due simpatici amici nati e cresciuti a Cannes, sud della Francia.
Quando vennero in città in occasione dell’uscita di questo disco si presentarono vestiti uguali, con camicia bianca e giacca nera d’ordinanza sotto braccio e montarono persino una coppia di consolle identiche !!!
Io mi preoccupai un poco… pensando che loro fossero degli algidi cloni “a la francaise” dei robotici kraftwerk o di essere già troppo ubriaco alle tre del pomeriggio.
Ma si sa, le prime impressioni quasi sempre ingannano e con la birra è dura sballarsi :D
Jellyfishes attack ep è un disco a metà tra club e sala giochi.
Ha chiare radici nella scena house transalpina anni 90 (tipo Daft punk) ma suona lo fi come nella migliore tradizione chiptune.
Ha bassi groovy e potenti, un ritmo lento e incalzante (120 bpm circa) e suoni di synth acidi e impertinenti al punto giusto.
Roba easy: perfetta da suonare ad una street parade come anche in un clubbettino “a la mode”.
Dio benedica il commodore 64!
Flavio – Circo Banana
Dopo un interessante lp in stile primo Battiato, un 7 pollici dal sapore anni ‘80 a firma le Rose, Flavio, vecchia conoscenza del collettivo Microma, colpisce ancora.
Se per caso l’avete sentito cantare, da solo o in coppia con Andrea, questa volta nada: non pronuncia nemmeno una parola.
Se avete magari assistito all’ultima sua performance sperimentale in città, non aspettatevi bum bum, bassline trapana-cervello, stridenti tappeti industriali etc etc perché qui non c’è neppure un drum in 10 minuti di sinfonia.
Nel suo ultimo ep in free download da pochi giorni in compenso Flavio ci regala dieci minuti di romanticismo digitale.
Qui la fanno da padroni tastierine che sembrano carillon, archi sintetici carichi di nostalgia, semplici e vellutate scale di basso, arpeggi che si incastrano in un tetris sdolcinato come un lecca lecca consumato su una ruota panoramica in compagnia con la vostra bella.
Scaricate e aprite le finestre, è primavera!
contatti
www.myspace.com/pablito_el_drito
www.facebook.com/profile.php?id=100000843490094
http://milano_hq.micromusic.net/
http://www.vimeo.com/pablitoeldrito
Chipstars - Il meglio della chiptune music
il
30/03/2010 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
Ecco un altro paio di recensioni che ho scritto per milanox.eu
Buskerdroid – Back in town
Ostia è una cittadina che sta a mezz’ora di treno da Roma e che nell’ottocento fu terra di briganti e di malaria.
Oggi con poco meno di centomila abitanti, una presenza massiccia di giovani di ogni razza e colore e l’indiscutibile influenza di luoghi importanti per la controcultura italiana (Spaziokamino nei novanta, ZK squat e Vittorio occupato ora), è sorgente di suoni freschi, originali e potenti.
Samuele, in arte Buskerdroid, è uno degli ultimi (non per merito, ma per età anagrafica) rappresentanti di questo suono nato e cresciuto sul litorale romano, da non confondere con il più celebrato ”suono di Roma”.
Nella tracce di “Back in town” (ben 20!) le suggestioni elektro tipiche di Ostia, piccola Detroit d’Italia, si mischiano con acid house, techno nineties, new wave, pop sintetico, new england techno.
E’un suono easy che attinge a piene mani all’elettronica degli ultimi 25 anni nel quale domina la cassa dritta, sono ben riconoscibili i potenti bassi del commodore 64 e gli sweep tipici del gameboy.
Anche se forse nasce come colonna sonora per un rave sulla spiaggia a tratti è così pop da poter finire tranquillamente nella playlist di un dj da club. Dajeee Samuele !!!
Fish & chip 8 bit – Disco azzurro Ep
Gigi de Martino e Alessandro Fileccia, meglio conosciuti come Fish and chip 8 bit, sono due personaggi molto amati e rispettati nella scena chiptune italiana.
Quando salgono sul palco con sorriso a 32 denti e look sbarazzino suscitano immediatamente simpatia.
Basta solo che qualche nota dagli speakers perchè buonumore e spensieratezza si diffondano insieme alle onde sonore nel dancefloor scatenando danze e cori.
Eh si diciamocelo, Gigi e Fil sono i maestri indiscussi di LDSJ (che non è una variante dell’acido lisergico, ma il più famoso tracker per gameboy) con cui realizzano delle divertenti song che mandano in visibilio i fan dell’8 bit.
Riff svolazzanti, arpeggi ultra squillanti che sembrano usciti da un platform game anni 80, bassi in levare e potenti casse hardcore caratterizzano il loro inconfondibile sound.
Pezzi come “I see you on tv” o “Come la neve” sono dei veri e proprio tormentoni che scatenano il pogo e mi fanno pensare che forse ha regione Malcolm Mc Laren, il papà dei Sex Pistols, quando dice che l’8 bit è il nuovo punk.
Disco Azzurro Ep, il loro ultimo lavoro, è un vero antidepressivo sintetico!
Più efficace della paroxetina e meno caro del prozac, con un semplice ascolto garantisce goduria e benessere senza fastidiose controindicazioni in caso di abuso.
Scaricate gratuitamente il disco e buttatelo nell‘I pod degli amici in down: contribuirete a mandare sul lastrico psicologi e psicanalisti :D
Chipstars - Il meglio della chiptune music di Pablito el drito
il
25/03/2010 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
Buskerdroid – Back in town - Coucou 2010
(coucounetlabel.blogspot.com)
Ostia è una cittadina che sta a mezz’ora di treno da Roma che nell’ottocento fu terra di briganti e di malaria.
Oggi con poco meno di centomila abitanti, una presenza massiccia di giovani di ogni razza e colore e l’indiscutibile influenza di luoghi importanti per la controcultura italiana (Spaziokamino nei novanta, ZK squat e Vittorio occupato ora), è sorgente di suoni freschi, originali e potenti.
Samuele, in arte Buskerdroid, è uno degli ultimi (non per merito, ma per età anagrafica) rappresentanti di questo suono nato e cresciuto sul litorale romano, da non confondere con il più celebrato ”suono di Roma”.
Nella tracce di “Back in town” (ben 20!) le suggestioni elektro tipiche di Ostia, piccola Detroit d’Italia, si mischiano con acid house, techno nineties, new wave, pop sintetico, new england techno.
E’un suono easy che attinge a piene mani all’elettronica degli ultimi 25 anni nel quale domina la cassa dritta, sono ben riconoscibili i potenti bassi del commodore 64 e gli sweep tipici del gameboy.
Anche se il sound forse nasce come colonna sonora per un rave notturno sulla spiaggia a tratti è così pop da poter finire tranquillamente nella playlist di un dj da club. Dajeee Samuele !!!
Fish & chip 8 bit – Disco azzurro Ep - Coucou 2009
(coucounetlabel.blogspot.com)
Gigi de Martino e Alessandro Fileccia, meglio conosciuti come Fish and chip 8 bit, sono due personaggi molto amati e rispettati nella scena chiptune italiana.
Quando salgono sul palco con sorriso a 32 denti e look sbarazzino suscitano immediatamente simpatia.
Basta solo che qualche nota esca dagli speaker perchè buonumore e spensieratezza si diffondano insieme alle onde sonore scatenando danze e cori nel dancefloor.
Eh si diciamocelo, Gigi e Fil sono i maestri indiscussi di LDSJ (che non è una variante dell’acido lisergico, ma il più famoso tracker per gameboy) con cui realizzano delle divertenti song che mandano in visibilio i fan dell’8 bit.
Riff svolazzanti, arpeggi ultra squillanti che sembrano usciti da un platform game anni 80, bassi in levare e potenti casse hardcore caratterizzano il loro inconfondibile sound.
Pezzi come “I see you on tv” o “Come la neve” sono dei veri e propri tormentoni che innescano il pogo e mi fanno pensare che forse ha regione Malcolm Mc Laren, il papà dei Sex Pistols, quando dice che l’8 bit è il nuovo punk.
Disco Azzurro Ep, il loro ultimo lavoro, è un vero antidepressivo sintetico!
Più efficace della paroxetina e meno caro del prozac, con un semplice ascolto garantisce goduria e benessere senza fastidiose controindicazioni in caso di abuso.
Scaricate gratuitamente il disco e buttatelo nell‘I pod degli amici in down: contribuirete a mandare sul lastrico psicologi e psicanalisti :D
Contatti:
myspace.com/pablito_el_drito
www.facebook.com/profile.php?id=100000843490094
Ecco un paio di recensioni che ho scritto per milanox, free press che esce in 10mila copie! Il pdf lo tovate su milanox.eu
il
19/03/2010 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
Chipstars di Pablito el drito
Ecco un paio di album interamente prodotti con vecchi videogames pubblicati dalla netlabel romana CouCou.
Li potete scaricare gratis dal sito coucounetlabel.blogspot.com.
Micropupazzo - Eats you
Ottima prova di dj Sheisse e Grand Master Ghei, simpatico duo elettronico attivo fin dagli anni novanta nella scena alternativa romana.
Con Eats you i due Micropupazzo ci catapultano in un vortice delirante di suoni ricavati da playstation, tastierine giocattolo, giochini cinesi maltrattati con impareggiabile maestria, vetuste consolle a pochissimi bit.
Il risultato è un frullato elettronico di boogie, elektrobeat, house, pop, techno lo fi (e chi ne ha più ne metta) per il sano divertimento delle masse.
Più divertente di una puntata di Southpark, più imprevedibile di una schizofrenica mestruata, più easy di una serata al lunapark, più antidepressivo di una notte in compagnia di Morgan a fumare crack, Eats you è un disco che consiglio a tutti, soprattutto a chi in gioventù ha arricchito i proprietari di sale giochi, a chi ama il “modernariato musicale” ed ha un forte senso dell’ironia.
Se amate i battiti ripetuti dei dancefloor contemporanei, le rigide geometrie tedesche, i suoni asettici, etc… scaricate il disco e convertitevi fratelli!
A.a. V.v. – 8 bites of pizza
È la prima compilation di micromusic italiana liberamente scaricabile dala rete.
Contiene 24 tracce che fotografano l’intera scena 8 bit / chiptune nostrana.
Ce n’è per tutti i gusti: synthpop, new wave, skwee, elettro, techno, break, punk, heavy metal, ambient, hardtek, happy/nintendo/screamcore!
Eh si perché la chiptune (o micromusic) non è un genere, ma un tipo di suono.
Il suono generato dai microcomputer dimenticati in cantina dai fratelli maggiori o acquistati per pochi spicci sulle bancarelle dei mercatini più sgrausi e abusivi del globo.
Con antichi computer e videogames, grazie a software prodotti da hackers e musicisti appassionati, c’è gente che suona, e alla grande!
È una scena ancora completamente underground, non ha alle spalle un’”industria”, ma cresce ad un ritmo molto veloce anche grazie alla passione di tanti ragazzi come J8bit e Buskerdroid, i due giovani animatori di Coucou netlabel.
tonylight su FlashArt
il
01/02/2010 gecco ha scritto nella categoria
recensione:
oggi mentre sfogliavo distrattamente FlashArt, nota rivista di arte contemporanea (non che io mi interessi, ma c'è un mio amico che ogni tanto la compra), ho trovato un articolo che parla di tonylight e gli ho fatto una foto:
non avevo uno scanner, pero' credo si riesca comunque a leggere
dj minaccia recensito su blow up
il
07/01/2010 gecco ha scritto nella categoria
recensione:
Cobol Pongide, EP in free download
il
04/01/2010 gecco ha scritto nella categoria
recensione:
Sei brani del combo italiano (micromusic, 8bit) sono scaricabili dal sito della netlabel lituana ElpaMusic sotto il titolo “Filodiffusione per ambienti in assenza di gravità”. Questa la tracklist:
1. Degravitati (2:03)
2. Filodiffusione per ambienti in assenza di gravità (5:45)
3. Nostalgia di un anziano Cosmonauta (1:44)
4. Musica per pecore nell’ignoto spazio profondo (2:05)
5. Relè di un ponte radio Cosmista (1:09)
6. Futuresimo (2:13)
A “Child Melan-comic” music dedicated cosmonauts who have been fortunate to played their toys in outer space.
Emiglino Cicala, the front-bot in Cobol Pongide band said: you can hear this ep while watch outer space images inside a bakelite viewmaster.
Me and Emiglino played it by:
c64; little electric toy keyboards; toy drum machine; little toy piano.
We hope in a future without gravity force.
Il disco di micropupazzo
il
10/12/2009 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
che bello :D
Articolo su repubblica
il
24/11/2009 pablito ha scritto nella categoria
recensione:
"Così trasformo in musica
i videogame della mia infanzia"
Il dj Pablito El Drito presenta l'Ep "Bit Bubbles", realizzato con i suoni sintetici dei vecchi Nintendo. "Da bambino trascorrevo pomeriggi interi nelle sale giochi, poi arrivò il mio primo Game Boy. Nei mercatini si trovano a dieci euro"
di Simone Mosca
Pablito El Drito
Pablito El Drito
Nessun errore. Il dj di 35 anni con l´antico Game Boy grigio in mano non sta giocando a Tetris, ma suona. Si chiama Pablito El Drito ed è esponente milanese di una scena musicale sotterranea e internazionale che recupera ritmi e suoni sintetici di vecchie glorie Nintendo (ma non solo) ormai fuori produzione. Il genere è la micromusic, un'elettronica fredda e molto sintetica che non riconosce altri strumenti se non le console e i computer d´epoca, gli oggetti che negli anni Ottanta e nei primi Novanta hanno allevato i trentenni di oggi.
AUDIO Due brani del disco
Pablito, che nella vita e in ambito pubblicitario è semplicemente Pablo Pistolesi, presenta Bit bubbles, Ep di cinque brani prodotto da Rxstnz e Idroscalo Digitale. In questa raccolta techno, che sarà possibile scaricare gratis da Internet nei prossimi giorni, chiunque abbia messo piede in una sala giochi alla fine del secolo scorso riconoscerà i toni rudimentali e le squillanti melodie di plastica che gracchiavano dagli altoparlanti dei cabinati. E apprezzerà i larghi pixel molto 8 bit della copertina. «Io ovviamente ero un giocatore da sala giochi - racconta Pablo - poi nel ?90 acquistai il mio primo Game Boy». Fra quelli che possiede oggi, il primo non c´è: «Ma non è un problema visto, che ai mercatini, sulle bancarelle, li trovi massimo a dieci euro».
Ed è proprio a partire dall´idea di ridare vita agli scarti tecnologici che Pablo e quelli come lui scelgono di avvicinarsi alla micromusic. «È la filosofia hacker: da un lato c´è la possibilità di riutilizzare creativamente tecnologie obsolete e a basso costo, dall´altro c´è la disponibilità di programmi ideati e sviluppati all´interno di una comunità di musicisti che contribuisce nel tempo a migliorare il prodotto». Per comporre l´Ep, Pablo ha utilizzato per la precisione un Game Boy Advance: un´evoluzione dell´originale grigio disponibile a prezzi stracciati, che però «suona meno anni Ottanta di quello vecchio». E quindi Nanoloop, un´applicazione creata nel ´98 dal pioniere tedesco del genere Oliver Wittchow, venduta nella versione più recente ad appena 65 euro.
«Nanoloop è una cartuccia da inserire, come un gioco, poi attraverso i pochi tasti della console e un´interfaccia molto semplice è possibile controllare gli effetti e i ritardi della base, dei loop del mixer». Il fenomeno micro è in crescita. Il sito micromusic.net riunisce e collega i collettivi musicali presenti nel mondo, anche i quartier generali italiani di Roma, Bologna e appunto Milano: qui El Drito non è solo ed è fondatore del gruppo Micromilano, «nel quale stanno confluendo molte forze nuove».
Teatro delle performance in città era fino all´anno scorso l´Arci Biko in via De Castilla, ormai chiuso. Per ora rimangono Cox 18 e le molte gallerie d´arte che vanno sempre ghiotte di certe avanguardie per condire le inaugurazioni in giorni caldi, dal Miart al Salone del mobile. «Ma noi preferiamo Cox - spiega Pablo - cui ci lega un discorso di controcultura. La micromusic, anche la più spinta, non sarà mai la colonna sonora di una rave o di un club cool. Ci piace essere nerd, perdenti ma stilosi».
(19 novembre 2009)
solo gli utenti registrati possono commentare le news,
registrati
categorie di news: [
mondo][
italia][
recensione][
concerti][
intervista]